Come creare contenuti efficaci sui social: testate a suon di test.

Anche tu vuoi realizzare post efficaci sui social?

Partiamo da una premessa: non c’è una formula magica che ci permette di trovare le giuste creatività per far schizzare i like sui nostri post su Facebook o Instagram, oppure vendite sul nostro sito. Sarà capitato anche a te di creare un post che credi possa risultare interessante ma che alla fine si rivela un flop. Succede anche a me… Provo quindi a darti alcuni spunti che spesso mi tornano utili quando mi metto al lavoro sui piani editoriali.

Quali sono i motivi per cui una creatività non funziona?

Sulla base di diversi test che ho fatto nella gestione di profili Facebook e Instagram e leggendo diversi libri che parlano dell’argomento, ti faccio un riepilogo di quelli che per me sono i motivi principali.

1- Non ci siamo focalizzati bene sul nostro target e non proponiamo una soluzione utile.

Quando ti metti al lavoro sui tuoi contenuti parti dalla domanda: “quale problema posso risolvere al mio target con questo post?”. Jonah Berger, nel suo libro “Contagioso”, definisce “valore pratico” quell’ingrediente di un contenuto che riesce ad offre soluzioni concrete alla  persona. Le creatività che seguono questo approccio hanno maggiore probabilità di essere apprezzate e condivise.

2- Non abbiamo individuato bene gli argomenti da trattare.

In questo caso risulta sempre fondamentale segmentare bene i nostri pubblici di rifermento e per ciascuno di questi tracciare un identikit di abitudini, necessità e problematiche quotidiane. Se non conosciamo bene il nostro target sarà difficile fornire soluzioni e contenuti pertinenti.

3- Non abbiamo fatto vibrare le corde delle emozioni

Quando scrivi o ti metti a ragionare su una nuova creatività, devi lavorare sodo per riuscire a suscitare delle reazioni emotive. Tuttavia, anche le emozioni non sono dello stesso tipo. Quelle che creano “viralità” sono definite “emozioni ad alto contenuto di eccitamento”. Queste sono la paura, l’ansia, lo stupore e la meraviglia. Al contrario, la noia e la tristezza hanno intensità molto bassa, per cui tendenzialmente i contenuti che fanno leva su questi ultimi due “stati” sono portati ad essere meno condivisi.

4- Facciamo vedere che altre persone stanno acquistando il prodotto/servizio e rendiamo i clienti partecipi.

Questa tecnica viene chiamata “riprova sociale” e ce la spiega benissimo Amazon. Mi spiego: hai mai acquistato un prodotto senza prima aver letto le recensioni di altri? Ciò significa che tendenzialmente, siamo portati a compiere un’azione (interazioni, acquisti ecc…) se qualcun altro l’ha già fatta prima di noi. Se vuoi che qualcuno compia una conversione sulla tua pagina, mostragli che altri lo hanno già fatto prima.

5- Portiamo l’utente nel dietro le quinte del prodotto/servizio.

facciamo vedere quindi come viene fatto un prodotto, quali sono le persone che quotidianamente lavorano per realizzarlo, quali sono le loro competenze e come sono, in carne ed ossa. Ciò che per l’azienda è la normalità, per un cliente può essere qualcosa di veramente esclusivo.

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